Distrazione…è una considerazione etica!

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About the Author


Vanta un’esperienza decennale nel campo delle relazioni commerciali, unita a corsi di formazione sulla gestione comunicativa del cliente. Fortemente specializzato sul mercato asiatico gestisce interessanti progetti di internazionalizzazione. Promuove e sviluppa attività di business occupandosi della mappatura del territorio e dei cluster di riferimento.

Comments

    Roberto Balestra - 1 Febbraio 2013

    Sottoscrivo ogni singola parola.
    Aggiungo che, a mio avviso, quella dell'artigianalità, della qualità e, più in generale, del "valore aggiunto" è l'UNICA strada da percorrere per le PMI, se vogliono garantirsi un futuro professionale ragionevolmente libero dalle spietate leggi del mercato internazionale, sempre più votate alla guerra del prezzo e al taglio dei costi e sempre meno alla soddisfazione del cliente.

      Roberto Balestra - 4 Febbraio 2013

      Le PMI marchigiane credo che abbiano rivolto la giusta attenzione e le giuste risorse alla soddisfazione del cliente, soprattutto negli ultimi anni. Le difficoltà maggiori, a mio avviso, sono di carattere politico e burocratico. Cioè sembra quasi che gli investimenti fatti dalle imprese italiane, rispetto ad altri paesi, diano benefici quasi miseri. Questo aspetto può essere di certo lo spunto per un prossimo articolo con sondaggi precisi alla mano.

    Roberto Balestra - 1 Febbraio 2013

    condivido molti degli elementi di analisi in questo articolo, anche se in questo momento è come essere in autostrada, con la spia del carburante sul rosso... quando troverò la prossima stazione di servizio?
    Amo questo lavoro, amo questo paese ma i nostri "conduttori" sono distratti, non vedono, non credono, non investono, non supportano, siamo e saremo soli...

      Roberto Balestra - 4 Febbraio 2013

      Roberto condivido la tua opinione sui nostri "conduttori" anche se l'articolo voleva sottolineare l'importanza dei nostri imprenditori e la loro capacità di adattamento al cambiamento. Nei momenti storici di crisi si sono sempre dimostrati all'altezza della situazione e credo che continueranno a farlo. Complimenti per la metafora decisamente realistica...purtroppo!

    Roberto Balestra - 4 Febbraio 2013

    Condivido l'analisi, ricordando che la regola principale dell'internzionalizzazione è produrre da dove si può vendere, ma sopratutto il fatto che per poter raggiungere gli obbiettivi dell'analisi, bisogna che le nuove generazioni ritornino ad aver fame.
    ( naturalmente non mi riferisco a quella fisica )

      Roberto Balestra - 4 Febbraio 2013

      Assolutamente d'accordo: la ripartenza può avvenire solo con tanto desiderio e fame di lavoro!!

    Roberto Balestra - 4 Febbraio 2013

    Mi trovo sostanzialemnte d'accordo. L'estero è l'export in generale sono delle importanti opportunità che, se abbinate ad un prodotto appetibile su sacala internazionale, possono dare alle PMI nuova energia, sopratutto in questo periodo dove la domanda interna è drammaticamente stagnante e senza alcun tipo di visibilità per il futuro. Attenzione però a non sottovalutare la complessità organizzativa che sottindende ad un approccio di successo verso i mercati esteri. Le definizioni di "artigianalità" e del "fai-da-te", che hanno per certi versi premiato l'intraprendenza del tessuto aziendale italiano negli anni 70-80 (laddove le Marche stesse erano considerate un'eccellenza per il cosidetto fenomeno dei "distretti industriali"), vanno pesantemente riviste e tassativamente affiancate ad una ristrutturazione organizzativa interna delle PMI, allineata alle esigenze del mercato globalizzato. La vera sfida, anche per gli "artigiani" con prodotti potenzialmente GIA' di successo, sarà quella di dotarsi di strategie complesse, affiancandole a capacità di investimento mirate e convergenti. Gli "outcome" che ne conseguiranno, inoltre, si potranno apprezzare solo dopo un lasso di tempo più lungo di quanto normalmente è abituato l'artigiano a fare....

      Roberto Balestra - 4 Febbraio 2013

      Ottime integrazioni Matteo, condivido appieno.

      La strategia Pushing crea proprio questo: una riconsiderazione a 360 gradi per il mercato target, dell’organizzazione necessaria per sostenerlo sia a livello produttivo sia a livello cognitivo.

      Aggiungo anche questo: è importante che nell’Azienda qualcuno viaggi spesso.